La legge della razza. Strategie e luoghi del discorso giuridico fascista

Editore Il Mulino, 2012

Un libro di Silvia Falconieri che mi sento di consigliare perché completa il quadro della persecuzione degli ebrei italiani sotto il fascismo con un’analisi dell’ambiente giuridico di grande interesse.

I giuristi dell’epoca fascista si adoperarono per attribuire una veste giuridica alla nozione di razza. Quale fu il loro contributo alla costruzione della diversità dell’ebreo, introdotta con i decreti del 1938? Come fu accolta la nuova categoria di «cittadino italiano appartenente alla razza ebraica», in un momento in cui nomi di origine notoriamente ebraica figuravano tra quelli dei più apprezzati giuristi del tempo? Questo volume analizza gli strumenti e i percorsi attraverso i quali fu definito il discorso giuridico sulla razza nell’Italia degli anni Trenta e Quaranta. Intrecciando diversi registri comunicativi, i giuristi più vicini al regime fascista delinearono i temi conduttori del nuovo «diritto razzista», utilizzando una strategia discorsiva che congiungeva la questione razziale coloniale e quella metropolitana. Particolare attenzione è dedicata alle riviste, luoghi privilegiati in cui furono definite le basi teoriche della dottrina sulla diversità razziale.