Credere, odiare, resistere

E ‘il titolo del progetto di educazione alla memoria di quest’anno, che ha tra gli obiettivi analizzare i metodi di diffusione dell’ideologia del regime fascista e nazista anche attraverso l’educazione scolastica e il controllo della gioventù.

Le manipolazioni del pensiero sotto il fascismo iniziavano proprio a scuola: anche mediante con semplici e apparentemente innocui problemi di matematica, i cui testi erano elaborati ad hoc per instillare, in maniera subdola, contenuti di propaganda razzista. Lo evidenzia bene la mostra “I problemi del fascismo” che illustra come veniva insegnata la matematica nelle scuole fasciste dell’Italia di Mussolini. La mostra allestita presso la Galleria dell’Immagine di Palazzo Gambalunga a Rimini è inserita nel programma delle celebrazioni per il Giorno della memoria del  Comune di Rimini che lo celebra da 50 anni: uno dei più longevi in Italia.

Un programma fitto di appuntamenti: e testimonianze come quella di Sami Modiano, sopravvissuto alla deportazione e alla Shoah. Anche per il Giorno del ricordo del 10 febbraio (sulla tragedia delle foibe e dell’esodo) sono previste iniziative di sensibilizzazione e di conoscenza storica.

Un pensiero particolare quest’anno andrà a Shlomo Venezia, recentemente scomparso, che con Rimini aveva un rapporto particolare.

Evitare la retorica da un lato, non dare per scontata la conoscenza dei fatti, specie da parte dei giovani, gli obiettivi. Lo afferma la responsabile del Progetto Memoria: “Cosa sanno oggi i ragazzi su quei fatti? Poco, ma la differenza rispetto a 22 anni fa, quando iniziai ad occuparmi di questo argomento, è che oggi i ragazzi credono di sapere, perchè hanno visto i film sulla Shoah magari. Il problema è anche il nostro sistema scolastico, che alla storia riserva sempre meno ore, sempre meno attenzione”.