Lo sport europeo sotto il nazismo

Lo sport europeo sotto il nazismo. Dai Giochi Olimpici di Berlino ai Giochi Olimpici di Londra (1936-1948)

La mostra – realizzata dal Mémorial de la Shoah di Parigi in collaborazione con il Centre d’histoire di Sciences-Po di Parigi- racconta, attraverso filmati, fotografie, oggetti e documenti d’archivio in parte inediti diversi aspetti della storia dello sport nell’Europa degli anni Trenta e Quaranta. Ne ricostruisce il contesto storico-politico, ripercorre la biografia di una ventina di personaggi legati allo sport la cui carriera fu sconvolta dall’ascesa del nazifascismo, tra cui gli allenatori dell’Alessandria e del Novara Árpád Weisz e del Torino Ernest Erbstein e mette in evidenza i rari esempi di coraggio, disobbedienza civile e resistenza di chi, come il campione di ciclismo Gino Bartali e l’alpinista Gino Soldà, si prodigarono per salvare centinaia di perseguitati a costo della propria vita.

Ideata sotto la direzione scientifica dello storico e ricercatore Patrick Clastres del Centre d’historie di Sciences-Po di Parigi e coordinata da Caroline François e Hubert Stouk per il Memoriale della Shoah, la mostra allestita a Torino integra il percorso espositivo originale con nuovi documenti e una ricca sezione tematica dedicata allo sport sotto il regime fascista, curata da Laura Fontana, responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah, e Paul Dietschy, docente di storia contemporanea dell’Università di Franche-Comté, in collaborazione con gli storici e studiosi dello sport sotto l’Italia fascista Daniele Marchesini, Gianluca Gabrielli, Patrizia Ferrara e Mauro Valeri.

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