Razzismo e noismo

Le declinazioni del noi e l’esclusione dell’altro

di Luigi Luca Cavalli-Sforza e Daniela Padoan

“Questo libro è innanzitutto uno splendido dialogo fra due culture: quella dello scienziato (lui classe 1922) e quella umanistica di lei, che potrebbe essere sua nipote, due generazioni più giovane. Un dialogo e una riflessione ad alta voce sulla nostra identità come esseri umani.” (dalla recensione di Giorgio Manzi, L’indice dei libri, febbraio 2014).

Tutti noi che ci occupiamo di storia della Shoah siamo impegnati a ricordare, nella nostra attività pubblica e didattica, che lo sterminio degli ebrei d’Europa non va visto come un momentaneo corto circuito della ragione, un improvviso ritorno alla barbarie nel lungo e accidentato cammino della civiltà, ma che la nostra stessa civiltà conteneva – e tuttora contiene – le premesse del genocidio di massa. Le origini culturali della Shoah vanno cercate nella costruzione ottocentesca della razza e del diritto selettivo del più forte, che si è poi declinata in predominio genetico.

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